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02
Giu

BENEFICIO 8 – SI A UN ASSESSORATO DEL TURISMO CON LE RISORSE PER RILANCIARE IL BRAND “ISOLA D’ELBA” NEL MONDO

L’Elba ha una sola industria, il turismo, che mantiene direttamente e indirettamente il 70% di famiglie e imprese dell’isola. Un’industria dai numeri eccellenti, HERMITAGE 2merito della spettacolare riconversione dell’economia da agricola in turistica operata dalle famiglie TENDE SPIAGGIA 2Elbane negli anni ’60 e ’70. Oggi si contano 492 strutture ricettive (hotel, residence, campeggi, affittacamere, B&B, case vacanza) che la pongono in Toscana al primo posto per numero di posti letto rispetto alla popolazione residente: se la media regionale è costituita da un’offerta di circa 151 posti letto su 1.000 abitanti, l’Elba ne offre oltre 1.100, otto volte tanti. CAMPING 2Se guardiamo al peso del turismo sulla popolazione residente ogni giorno, in Toscana sono presenti circa 35 turisti su 1.000 abitanti, 114 nella nostra diretta concorrente Costa degli Etruschi, 117 a Siena e Val d’Orcia, ma al primo posto per distacco svetta l’Elba, OMBRELLONIche doppia la seconda con 238 turisti su 1000 abitanti al giorno. Se, infine, consideriamo l’Elba come un solo Comune, scopriamo che con 2,8 milioni di presenze turistiche è al secondo posto in Toscana  dopo Firenze (con 10 milioni – fonti: ISTAT e IRPET 2017-2018). Numeri straordinari, che però non devono ingannare. Occorre tenere conto della peculiarità del comparto turistico Elbano, che è fragile perchè parcellizzato in centinaia di piccole e micro imprese a conduzione familiare. Le quali, se la stagione non va più che bene, va in crisi a causa dei margini risicati imposti da una stagione ridottasi a 3 mesi (metà giugno-metà settembre) e di tasse dei Comuni esorbitanti (su immobili, rifiuti, pubblicità) calcolate su 12 mesi con aliquote massime per pareggiare i bilanci. IMPRESA-FAMILIARE-1200
TASSE COMUNIIn questo caso, l’Elba entra in una sorta di recessione invernale e i consumi di tutta la comunità Elbana si contraggono, perchè se non ci sono soldi per le famiglie del comparto turistico, non ce n’è per nessuno. Dunque il buon andamento dell’industria del turismo è vitale per l’Elba, più che altrove. E invece proprio la promozione istituzionale del brand “Isola d’Elba” è cessata da anni, con la chiusura dell’Agenzia di Promozione del Turismo e la cancellazione del brand  “Isola d’Elba” dalla promozione regionale, assorbito nei brand generalisti “Toscana Mare” e “Arcipelago Toscano”. Oggi la promozione dell’Elba è effettuata dall’associazione albergatori con i soldi degli iscritti e dalla Gestione Associata del Turismo (GAT) con parte del contributo di sbarco, qualche milione di euro. CC PIGNORATO
GRAFICO RECESSIONELa prima partecipa a qualche fiera all’estero, la seconda esternalizza la promozione ad agenzie del continente. Con risultati difficili da valutare in mancanza di dati precisi. E’ un fatto verificato da chi scrive che da anni in fiere di settore importanti come la BIT di Milano (Borsa Internazionale del Turismo) alla quale partecipano Regioni, comprensori e consorzi turistici di tutta Italia, l’Elba è assente. BIT STAND TOSCANA Anche nello stand della Regione Toscana, dove ci sono brochure di ogni località turistica nota, tranne che dell’Elba, perchè (riferiscono gli addetti interpellati) nessuno le invia. Per fare meglio, basterebbe prendere esempio dal Consorzio di Promozione di Volterra e Val di Cecina, che da 25 anni partecipa alla BIT con un proprio piccolo stand, per le ragioni spiegate dalla sua direttrice: “ci rivolgiamo sia agli utenti finali che agli operatori di settore. CONSORZIO VOLTERRA 2Nel corso di questi 25 anni abbiamo potuto creare un’ampia gamma di prodotti editoriali (brochure, mappe, cataloghi, ecc…), disponibili sia in cartaceo che in versione digitale, su Volterra e sulla Val di Cecina, che sono davvero in grado di soddisfare tutte le possibili richieste. Il nostro territorio è caratterizzato da una grande presenza di ospiti stranieri. Il mercato straniero più importante sia per Volterra che per la Valdicecina è quello tedesco, seguito a ruota, da Belgio, Olanda, Paesi del Nord Europa, Gran Bretagna, Usa, Polonia, Russia e altri Paesi dell’Est Europa“. Si tratta degli stessi Paesi inseguiti dalla AAE e dal GAT, che partecipando alla BIT di Milano questo consorzio attira con ASS ALB ELBApoca spesa ed ottimi ritorni. Basti pensare che il budget per la partecipazione alla fiera con un piccolo stand, compresa la trasferta a Milano, rientra nei 10.000 euro, lo 0,03% delle risorse del GAT. La morale è che solo il Comune dell’Elba potrà dotarsi di un assessorato per il turismo organizzato al proprio interno per fungere da “cervello” della promozione del brand Isola d’Elba nel mondo. Una testa che assommi le intelligenze dei laureati Elbani di talento che non mancano (alcuni dei quali scrivono anche libri in tema di promozione turistica e new media) e dei migliori consulenti di settore reperibili sul mercato. Così si renderà l’Elba autonoma anche per la promozione e si potranno capitalizzare i costi di rilancio del brand “isola d’Elba” e di formazione del management Elbano, facendo fruttare con la migliore resa e la minor spesa i soldi del contributo di sbarco. Che, a spenderli con oculatezza, non sono pochi.

 

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